INTERVENTI IN PROGETTO Il castello di Faicchio può essere considerato tutt’uno col resto del paese, avendo condiviso con esso da sempre eventi storici e sociali, esso rappresenta il simbolo del paese, ed è giusto che a questo rimanga sempre collegato. L’immobile è utilizzata come struttura ricettiva, in particolare gli ambienti di parte del piano terra e del piano primo sono utilizzati per sale da ricevimenti. Sempre al piano terra sono collocate le cucine e gli ambienti di servizio, mentre al piano secondo sono collocati gli ambienti destinati ad accogliere le stanze per la ricettività, per un totale di dieci stanze con relativi servizi, anche se va precisato che detti ambienti non sono stati mai messi in uso in quanto i lavori di finitura non sono stati mai completati. In data 16 settembre 2015 è avvenuto un passaggio di proprietà con un cambio di gestione, la nuova società che ha rilevato la struttura ha predisposto un programma di interventi rivolti alla rifunzionalizzazione degli ambienti destinati alla ristorazione ed alle attività annesse. Questo al fine di garantire un conservazione delle componenti architettoniche ma contemporaneamente adeguare sia l’impiantistica (elettrica idrica e termica) di tutto l’edificio, ma anche gli elementi di finitura interni quali, stuccature delle superfici murarie, tinteggiatura, infissi e serramenti interni ed esterni, modifiche degli ambienti funzionali (bagni e servizi). ELENCO DEI LAVORI A FARSI: Piano terra: Allo stato attuale il piano terra ha le seguenti destinazioni d’uso: - Cucine - Sala ristorative - Servizi - Hall Le cucine occupano i locali sul fronte est della corte, in particolare sono costituite da una successione di ambienti, che non subiranno particolari trasformazioni rispetto all’attuale conformazione, fatta la sola eccezione per l’introduzione di pareti divisorie necessarie alla realizzazione di alcuni ambienti da destinarsi a spogliatoi e servizi per il personale, così come meglio indicato negli elaborati grafici allegati. I nuovi locali igienici saranno conformi alle prescrizione della normativa vigente in materia di igiene sui luoghi di lavoro, e saranno suddivisi per sesso e tipologia di lavoratore (addetti alle cucine da una parte, e personale si sala dall’altra). I locali igienici sono accessibili direttamente dall’esterno con proprio accesso indipendente dal resto degli ambienti destinati alla cucina. Altre pareti divisorie verranno realizzate al fine di compartimentare aree da destinarsi a particolari lavorazioni come la pulizia delle verdure e la preparazione delle carni. Sempre nei locali cucina si prevede di revisionare l’impianto elettrico esistente al fine di conformarlo alle prescrizione della normativa vigente, da adattarsi anche alle nuove funzioni dei macchinari ed attrezzature da cucina che verranno installati all’interno degli ambienti, forni, fornelli, attrezzature per il lavaggio ecc. Si prevede di adeguare l’impianto idrico e di scarico esistente con sostituzione delle tubature, adeguandone le sezioni ed i materiali. Verrà completamente rifatto l’impianto di aspirazione fumi sostituendo le apparecchiature attualmente installate con nuove, e l’impianto di aspirazione. Tutte le pavimentazione verranno sostituite utilizzando piastrelle di gres porcellanato con superficie calpestabile antiscivolo, così come prescritto dalle normative vigenti e saranno di colore chiaro così come i rivestimenti alle pareti dove verranno utilizzate piastrelle di gres smaltato installate con tecnica a filo senza fughe, in modo da evitare accumulo di sporco nelle connessure. Gli angoli delle superfici piastrellate verranno rifiniti con angolari curvi anch’esso di gres porcellanato. Gli ambienti destinati a sale ristorativa collocati su fronte che affaccia a sud, sempre del piano terra, non subiranno particolari trasformazioni fatta la sola eccezione per gli interventi di finitura che riguarderanno la stuccatura delle pareti e relativa tinteggiatura delle stesse, sia la stuccatura che la tinteggiatura verrà eseguita utilizzando rasanti a base di calce naturale (biocalce), lo stesso dicasi per la tinteggiatura. Anche in questo caso si prevede di adeguare l’impianto elettrico alle nuove prescrizione della normativa vigente senza apertura di nuove tracce, bensì adeguando quello esistente. Piano Primo: Gli ambienti principali sono destinati alla ristorazione per cerimonie, altri ambienti del piano sono destinati a servizi igienici, servizio, e camere per ospedalità. Con gli interventi in progetto si prevede di realizzare un adeguamento dei servizi igienici presenti, e delle stanze destinate all’ospitalità, nonché una riorganizzazione degli ambienti di servizio in modo da migliorare la qualità dei servizi offerti. A tale fine si prevede di rimuovere parte delle tramezzature esistente per consentire un ridisegno degli ambienti. È prevista una riorganizzazione del collegamento tra gli ambienti al piano primo e la cucina al piano sottostante, attualmente garantito da una scala in carpenteria metallica, si prevede di realizzare in sostituzione della scala, due montacarichi di piccole dimensioni in modo da consentire il trasporto delle vivande dalla cucina alle sale. Le camere della zona est verranno risistemate con i servizi annessi. Vicino ai montacarichi, verrà ricavato un piccolo ambiente destinato a deposito per la biancheria pulita per l’albergo. La distribuzione delle funzioni e dei percorsi ha tenuto presente la necessità di rendere fruibile l’immobile anche alle persone disabili, infatti è previsto la sistemazione di un ascensore da collocarsi all’interno di un vano accessorio di fronte la vecchia scala a chiocciola che dalla hall conduce alle stanze ai piani superiori. Di conseguenza i servizi per disabili sono stati collocati in zone centrali e facilmente raggiungibili. Tutte le superfici murarie verranno trattate con rasante a base di calce e tinteggiatura finale

Il primitivo impianto del complesso monumentale risale all'anno Mille; di questa costruzione non se ne trova alcuna traccia: l'aspetto attuale del castello è quello trecentesco, tipico dell'architettura angioina. Nel corso del IX secolo nacque il borgo come vero e proprio agglomerato fortificato: a causa delle continue invasioni, infatti, la popolazione si trasferì su un'altura difficilmente accessibile. Al fine di rendere ancora più sicura la difesa del borgo, vennero costruite le torri e la cinta muraria e, nello stesso tempo, i signori longobardi costruirono il primo nucleo del castello che venne ampliato, fortificato e ristrutturato nel secolo XIV, sotto la dinastia dei conti Pandone. Le famiglie che si sono succedute nel possesso del castello e della Baronia e che hanno dato lustro a alla terra di Prata furono i Villacoublay, i Capuano, i Sanframondo e i Pandone. Nel 1500 il feudo passa alla famiglia Rota e nel 1600 alla famiglia Invitti che lo detennero fino al XIX secolo per poi giungere fino alla Famiglia Scuncio che lo detiene da oltre centocinquanta anni. Dall'aspetto, maestoso e solenne, traspare l'architettura militare angioina con le sue quattro torri cilindriche che superbamente si elevano al cielo: da esse, dalla mole dell'edificio dai cui spalti si domina buona parte della Media Valle del Volturno, e dalla struttura solidamente fortificata, si può dedurre che il castello ha avuto un ruolo militare strategico, soprattutto dal punto di vista difensivo. Nel corso degli anni il Castello subì numerose trasformazioni ma, quando venne meno la funzione difensiva, nel castello si istituì una scuola che insegnava le buone maniere, la cortesia, il nuovo concetto dell'amore. Ciò per uniformarsi alle nuove concezioni sorte in Francia, diffusesi gradatamente in tutta Europa e, di conseguenza, in Italia.

Lavori di riconversione di un'area dismessa - da adibirsi a centro polifunzionale